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I giochi da maschio e da femmina non esistono.

19 Jan 2024
I giochi da maschio e da femmina non esistono.

Ai bambini piacciono le macchinine, alle bambine le bambole. Questa affermazione è sia giusta che sbagliata. Ci sono senza dubbio bambini che adorano le macchinine, così come ci sono bambine che amano prendersi cura della propria bambola, ma è altrettanto vero il contrario. L’unica cosa certa è che i giochi da maschio e da femmina non esistono.  

Cerchiamo tuttavia di fare un po’ di chiarezza e di giustificare questa nostra affermazione.

 Come si fa a distinguere tra un gioco da maschio e un gioco da femmina 

Saltare in una pozzanghera è un gioco da maschio? Ovviamente no e, nel caso ve lo stesse chiedendo, non è nemmeno un gioco da femmina. Il motivo è che non esiste genere all’interno di un gioco. Chi l’ha detto che bambine e bambini hanno interessi diversi?
Non esistono differenze significative nel loro modo di giocare, perché giocare rappresenta per i bimbi una simulazione della realtà, è espressione della loro immaginazione, è esplorazione e la fantasia non è appannaggio di un genere o dell’altro.

 L’importanza del contesto 

Chi compra un giocattolo si adegua spesso al sentire comune e agli stereotipi ormai obsoleti legati alle differenze di genere, ma ogni bambino è unico, ha una personalità irripetibile e preziosa e forzarlo in una direzione significa limitare la sua crescita. Le differenze biologiche tra maschi e femmine non determinano da sole diversità strutturali nel carattere o nelle attitudini, ma si intrecciano con i fattori ambientali.
In un contesto in cui le identità vivono profondi cambiamenti proporre alle bambine solo ruoli casalinghi e destinare l’avventura esclusivamente ai bambini rischia di diventare un “falso storico” che, di fatto, distorce la realtà in cui viviamo. Il contesto in cui ci muoviamo quindi, e in particolare le aspettative dei genitori riguardo le inclinazioni di maschi e femmine, condizionano lo sviluppo del cervello, la crescita e la personalità dei piccoli.

Il giocattolo più adatto diventa quindi quello più vicino alla personalità del bambino, quello che gli permette di coltivare le proprie passioni e di immaginare un futuro aperto a tutte le possibilità, indipendentemente dal sesso di appartenenza.
E, certo, le forzature sono sempre controproducenti anche in senso opposto. Non dobbiamo regalare per forza un giocattolo che sia “neutro”, un bambino deve essere libero di giocare con le macchinine così come una bambina di giocare con il set per il trucco, semplicemente non dobbiamo sorprenderci se un maschio si mette a preparare la pappa per mamma e papà e una bambina non deve essere per forza etichettata come maschiaccio se adora giocare a calcio e correre all’aria aperta.

 I bambini devono essere liberi di giocare

I bambini devono poter giocare a quello che desiderano, quelli che erroneamente consideriamo giochi da maschio e da femmina non determinano la loro identità o la loro futura inclinazione sessuale, sono semplicemente indice delle abilità che stanno acquisendo.
Se lasciati liberi di esprimersi, i bimbi potranno esplorare i propri interessi, che mutano nel corso della crescita, si arricchiscono e possono essere a volte più vicini a volte più lontani rispetto al nostro modello culturale sul genere. Vincolare il gioco al genere rischia di far perdere la ricchezza educativa legata alla spontaneità dei bambini che “facendo finta di” imparano a costruire la propria identità, a comprende la relazione con l’altro, a testare diverse situazioni e ruoli. Quindi, lo ribadiamo, i giochi da maschio e da femmina non esistono, perché sono frutto di una convenzione sociale che muta nel corso del tempo.
L’unica cosa da tenere in conto quando regaliamo un giocattolo o quando proponiamo un’attività ai più piccoli riguarda il messaggio e il modello che veicoliamo, riguarda quale delle capacità stiamo aiutando ad accrescere. Esistono giochi che promuovono lo sviluppo di competenze fisiche, cognitive, emotive e comunicative. Con il gioco insegniamo ai bambini a diventare chi vogliono e non chi la società si aspetta che siano. Regalando un gioco, inoltre, regaliamo al bambino anche un po’ di noi stessi, un po’ della nostra presenza e della nostra personalità che è giusto che conoscano ed è altrettanto giusto che scelgano se seguire o meno.


Quello che bisogna sempre ricordare è che nel gioco c’è un’unica regola: divertirsi!

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